Alcor “SPECIALE NATALE” 

Quante novità!

È veramente meraviglioso questo nuovo termine, ora che ne ha effettivamente captato il significato, il sentimento in esso contenuto.

“Meraviglioso” un'unica parola con mille sensazioni dentro.

Oltre a dover imparare una nuova lingua, Alcor deve anche comprendere il significato e l’emozione che certe parole descrivono, parole a lui letteralmente sconosciute, nel Pianeta dei Cervellotici non c’è bisogno di descrivere niente, tutto si limita allo stretto necessario e possibilmente via cavo con messaggi o email, se però si tratta di trattati matematici non li batte nessuno.

È un periodo particolare, dove fervono i preparativi del Natale, un gran correre o meglio un gran “lianare”, hanno addobbato ogni micro mondo con palline di vetro colorate e lucine e ci sono rametti di agrifoglio e abete infiocchettati ovunque.

Ad Alcor è stato raccontato questa straordinario evento di “Babbo Natale”, un signore piuttosto grande con barba bianca e vestito di rosso che proviene da un altro pianeta, dove il tempo scorre tanto da cambiare l’aspetto degli abitanti, esistono diverse età e Babbo Natale ha un’età piuttosto avanzata, quasi sicuramente proviene dal “Pianeta degli Scimmioidi” e, con un’enorme slitta trainata da renne, attraversa ogni mondo lasciando regali ai bambini buoni.

Alcor ha chiesto a destra e a manca cosa vuol dire buoni ma nessuno è riuscito a spiegarglielo, là è un termine che non esiste.

Alcor ha deciso di prenderne nota nel suo diario di bordo, così da scoprirne il significato, magari quando arriverà nel Pianeta degli Scimmiodi potrà chiedere.

Quello che conta è che questa meravigliosa festa mette molto colore e calore, tutti i bambini gommosi hanno scritto letterine con la richiesta del loro dono preferito e c’è un gran daffare nel preparare i biscotti di Natale da lasciare con un bicchiere di latte vicino ad ogni albero addobbato di ogni casa.

Certo farà una bella scorpacciata, disse Alcor!

Ma no, molti li porta agli Elfi che lo aiutano a costruire i giocattoli!!! 

Bene, non fa una piega, pensò Alcor.

Questa festa era proprio bella e Alcor cercava di aiutare come poteva, infatti, lo avevano messo all’accensione delle luci e lui aveva già inventato un marchingegno per rendere tutto stratosferico.

Questi bambini erano veramente belli con i loro sogni, non la smettevano mai di parlare di cose fantastiche e mille progetti.

I gommosi erano liberi di sognare il percorso della loro vita, erano pieni di immaginazione e la condividevano con gli altri, erano liberi di sognare di avere idee divergenti tra loro, non c’era la macchina cattura sogni come nel Pianeta dei Cervellotici, dove tutti camminano con la testa bassa, sempre e solo a lavorare in solitudine.

Nel Pianeta dei Gommosi nell’occasione di questa festa si radunano, stanno tutti insieme e scrivono quei meravigliosi bigliettini con tanti disegni natalizi.

Stanno ore a disegnare, dipingere, per esprimere al meglio la loro creatività.

Chissà, magari questo Babbo Natale insegna a sognare.

Imparare a sognare fin da piccoli da una marcia in più.

Si, questi sogni sono una figata!

Adesso Alcor deve prepararsi per l’accensione degli alberi, lo salutiamo e gli auguriamo un bellissimo Natale.

                                                     “Buon Natale a tutti voi”

Lianare: spostarsi allungando i bracci gommosi ad uso liana.

                                                               


 

5 parte

Che esperienza, questo incredibile mondo dei Gommosi ha veramente aperto un cancello enorme in Alcor che non la finisce più di scrivere nel suo “Diario di Bordo”.

Sono concetti fondamentali che rivoluzionano la sua intera esistenza fino ad adesso e, nel suo “scervellamento” è arrivato alla conclusione, che, il viaggio che ha intrapreso è, e sarà essenziale per la sua anima, per la sua vita ed esistenza.

Aveva ragione a sentirsi come in una gabbia nel suo pianeta, adesso che ha provato un nuovo modo di vedere e vivere le cose non si capacita di come poteva e tuttora i Cervellotici possono vivere senza sogni, senza emozioni, neanche i polli che sono nel pianeta dei gommosi vivono in quel modo, ed il bello è che non se ne rendono conto, perché è così, è sempre stato così, un po' come il proverbio che dice: “se lasci la strada vecchia per quella nuova, sai cosa lasci ma non sai cosa trovi”, questo è quello che direbbero i Cervellotici al contrario probabilmente di altri individui che direbbero: “si chiude una porta si apre un portone”.

Come gli ha detto giustamente Spassoso: “se non hai provato mai le lasagne continuerai a dire che il riso in bianco, scondito e senza sale è buonissimo”.

Alcor ha deciso di vivere così per come sente e da cavaliere quale è vuole scoprire tutto ciò che può renderlo felice.

Ed ha questa voglia di condividerlo con noi, renderci partecipi delle sue straordinarie scoperte, sia geografiche che emozionali e per noi ha scritto questo primo confetto:

                                                            I 5 sensi

 Tatto: quante volte nella giornata ho toccato la foglia di una siepe, ho accarezzato la sua superficie percependone la consistenza?

O mi sono soffermata ad accarezzare la superficie di un mobile cercando di entrare con il polpastrello del mio dito nelle sue impercettibili venature o nei forellini lasciati da qualche tarlo di passaggio?

Come risultava al mio tatto la sua superficie? Porosa, liscia? Emanava calore?

Gusto: mi sono reso conto di ciò che effettivamente ho mangiato? Posso dire di averlo gustato o mi sono limitato ad ingurgitarlo tra la lettura di un messaggio e l’altro?

Mi sono riempito la bocca, le guance, le gengive, il palato cercando di carpirne l’ingrediente ed il piacere che reca alle mie papille gustative? Quale sensazione mi ha fatto avvertire? Piacere? Godimento? Nutrimento? Riempimento?

Olfatto: quante volte nella giornata ho odorato l’aria che mi circonda? Il profumo della siepe che si trova al mio fianco mentre passeggio, il profumo del terreno dopo la pioggia.

Un odore che proviene da una finestra, l’odore della pelle del mio compagno, il profumo della mia compagna.

Vista: Ho veramente guardato? Mi sono fermato ad ammirare l’alba? Un tramonto? Un paesaggio? Ho portato dentro di me i suoi colori? Ho guardato una persona che transitava, bambini che giocano, un gatto che rincorre una piuma? Mi sono sentita catapultata in un quadro, guardandolo?

Udito: ho udito gli uccellini sugli alberi anche se in pieno centro? Ho ascoltato la tonalità della voce della mia amica? Il rumore del vento? Il fragore delle onde? I chiacchiericci in lontananza? La musica? Quali sensazioni mi arrivano?

È tutto collegato: la bellezza sta nell’attivare un senso e gli altri seguiranno automaticamente.

Guardo una foglia la odoro ne percepisco, attraverso il tatto, la consistenza, solo attraverso i sensi riesco a percepire l’essenza della foglia.

Per rendere nostro il presente che stiamo vivendo dobbiamo utilizzare i nostri sensi assopiti, sono loro che ci fanno vivere le sensazioni.

È per questo che, a distanza di anni, decenni siamo e saremo in grado di ricordare, perché i nostri ricordi sono legati alle emozioni.

Possiamo riconoscere una persona a distanza di anni, attraverso il suo odore, il suo modo di essere, un atteggiamento, un modo di fare o di dire.

La stessa cosa vale per un luogo: i nostri ricordi sono emozioni, esperienze, sensazioni che il nostro cervello conserva se utilizziamo i 5 sensi.

I nostri sensi ci aiutano a gustare la vita, quella che può sembrare una monotona passeggiata ripetitiva può trasformarsi in un’esperienza sensoriale indispensabile per la nostra crescita evolutiva.

Sembra quasi impossibile dover parlare di questo, ma credetemi se vi dico che anche voi avete bisogno di una svegliata.

Provateci e poi mi saprete dire, avrete la capacità di trasformare la vostra esistenza in un’esperienza sensoriale coloratissima e appagante in qualsiasi situazione vi si presenti, l’importante è essere presenti non spostando l’attenzione immediatamente a fare la prossima faccenda, mentre siete ancora a lavarci le mani.

Soffermatevi invece, fate vostro ogni momento.

Gustatevi il viaggio.

E non solo, imparate a sognare, raccontate “storievole” ai bambini, sono più importanti dei liofilizzati.

Sognare aiuta a crescere creativamente a non farsi sopraffare da emozioni o atteggiamenti altrui, altro che una mela al giorno, direi un sogno al giorno leva il medico di torno.

Alcor si sta già preparando per la sua prossima tappa, chissà dove ci porterà?

Ma non vuole perdersi l’evento del 6 Gennaio, infatti sta aspettando, insieme ai Gommosi, l’arrivo della Befana che viaggia di notte su una scopa….

Vi aspettiamo per la prossima puntata.

 

 

Scervellamento: atto e risultato dello scervellare cioè dell’utilizzare troppo il cervello, da bravo cervellotico.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



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